Polemica di Marco Mariani sul metrò a Monza e repliche di Michele Faglia e Alfredo Viganò

A seguito della dichiarazione del PD cittadino sull’opposizione di Mariani, nel 2007, al progetto di portare il metrò a Monza, lo stesso Mariani ha rilasciato al Giorno le dichiarazioni di cui all’articolo riportato di seguito.

METRO’-IlGiorno 03.11.14

Michele Faglia e Alfredo Vigano, tirati in causa dalle dichiarazioni di Mariani hanno replicato come di seguito:

Ma che coraggio questo Mariani: è stato due volte sindaco della città di Monza, dalla metropolitanina a fune fine a se stessa (anni 90) miseramente fallita anche come società, la famigerata TPB (costata al Comune svariati miliardi….oggetto di una lungo processo anche da parte della magistratura), ai nuovi binari della ferrovia annunciati in campagna elettorale (2007), irrealizzabili per motivi tecnici ed alla ovivia sul canale Villoresi pro Cascinazza (2011). Tanti soldi sprecati, parole al vento, nulla di fatto. 

Nei 5 anni del mio mandato (2002‐2007) ho dovuto lottare con Regione e Provincia per far inserire nella programmazione il prolungamento delle linee della Metropolitana: la 1 da Sesto a Bettola (Casignolo‐via Borgazzi) in quanto non è ulteriormente prolungabile per soprassaturazione ed obsolescenza della linea, la 5 da Bignami (viale F.Testi‐Bicocca) a Bettola fino a Monza Villa reale con possibile prolungamento a Vedano. Uno studio di fattibilità fu commissionato a MM‐ing. Broglia, ma evidentemente i finanziamenti esulavano dalla competenza comunale (circa 100 milioni al km.) Questo progetto con il relativo tracciato è stato approvato nel PGT di Monza (2007) e da allora è inserito nelle previsioni infrastrutturali sovraccomunali. Si trattava di proseguire il solco già tracciato ma purtroppo la giunta Mariani (2007‐2012) ha abbandonato il campo su tutta la linea e si è fatto gabbare da Milano (sindaco Moratti) che ha avuto buon gioco a dirottare la linea 5 su San Siro (la storica prepotenza milanese che non vuole guardare oltre i propri confini nel ventre molle di un Sindaco che prometteva una navetta ferroviaria irrealizzabile): storie di una città di provincia spesso avvezza da atteggiamenti donchiscittesci senza alcun costrutto. Per fortuna ora siamo in buone mani: il nostro sindaco Roberto Scanagatti (già vicesindaco dal 2002‐2007) e  l’assessore alla mobilità Paolo Confalonieri (già assessore dal 2004 al 2007) ci credono e stanno recuperando il quinquennio perduto.

Michele Faglia

 

Non sono sorpreso più che tanto dall’intervento di Mariani sulla questione della metropolitana perché sovente chi commette gravi errori tende a dimenticarli, ma qui si esagera. In realtà vi fu il fallimento del metro leggero della TPM e quello ancor più grave del potenziamento ferroviario alternativo alla metropolitana. Più grave perché giustificava scioccamente la scelta di non volere, come dichiarato allora da Mariani, la Metro a Monza. Ho seguito anche personalmente tutta la vicenda con Faglia, Longoni prima e poi Confalonieri, comprese le numerose riunioni a Sesto e in Regione con la presenza della Provincia di Milano che aveva finanziato lo studio preliminare della linea 5 a Monza, della sua integrazione con il prolungamento della linea 1. Il tutto nel quadro di un preciso protocollo di intesa della Regione che era nato col Sindaco Colombo e poi rivisto con noi. Il Protocollo delineava le scelte per Monza e Brianza delle linee del ferro e delle metropolitane in particolare. Il problema più vicino era l’interscambio a Bettola tra le due linee (e la MM aveva già studiato il progetto di massima). Col coordinamento del Piano Intercomunale Milanese (Provincia) dei tre comuni interessati (Cinisello, Sesto e Monza) si era definito il planivolumetrico dell’intera zona e ogni Comune aveva prodotto la sua parte. Vi furono riunioni anche con Albertini a Palazzo Marini. Poi venne Mariani della Lega e si piombò nel blocco di tutto con confuse risposte in Consiglio (lo testimoniano le numerose interpellanze della Minoranza compreso Città Persone). Una volta mi permisi di dire in Consiglio al Sindaco che alla riunione sulla linea 5 (che tolse Monza a favore di San Siro) l’avevano mandato a prendere il caffè con l’autista intanto che decidevano, Moratti compresa, tra loro. Disse in Consiglio che la 5 non era finanziata facendo confusione come al solito. Anche i bambini sapevano che per aspirare e chiedere il finanziamento di una linea, bisogna avere un Progetto di fattibilità (bacino di utenza) comprensivo delle ipotesi di gestione oltre che di costi e ricavi. Avevano bloccato il progetto per la richiesta e dicevano che non era finanziata! La massima confusione poi fu il potenziamento della linea ferroviaria, del tutto irrealizzabile e quando ne parlavo coi funzionari regionali dell’idea di Mariani, si mettevano a ridere. La cosa grave è che abbiamo perso, per precise responsabilità, anni che la nuova Amministrazione, in una situazione difficile sta cercando di recuperare e ben venga.

Alfredo Viganò