Intervento della capogruppo Laura Morasso per commemorare i fatti del 7 maggio 1798

EXPO 2015 è stata appena inaugurata, e uno dei primi contributi al confronto tra le nazioni sul tema dell’alimentazione e dello sviluppo sostenibile è stata la Carta di Milano, un documento di impegno collettivo sul diritto al cibo, un diritto che non tutti possono ancora  esercitare.

E’ da questa premessa che voglio partire per ricordare oggi, 7 maggio,  i fatti di un lontano 7 maggio, era l’anno 1898, fatti che hanno portato all’uccisione di tante persone che chiedevano appunto di esercitare questo diritto.

Il 1898 fu un anno molto difficile per la popolazione più povera del Regno d’Italia, il disavanzo tra la ricchezza della nascente borghesia e le masse popolari era in crescita e provocava gravi tensioni sociali.

Il rincaro del prezzo dei farinacei a seguito di una grave carestia,  l’aumento della tassa sul pane da 30 a 62 centesimi aveva innescato proteste spontanee in tutto il Regno.

Alle manifestazioni che si tennero a Milano, in cui si chiedeva tra l’altro la riduzione del prezzo della farina e del pane, venne risposto con lo stato d’assedio  e in Piazza del Duomo il comandante Bava Beccaris fece sparare sulla folla. Sono fatti noti, che si studiano a scuola: i dati ufficiali parlano di 80 morti e molti feriti.

Meno noto forse il fatto che anche a Monza, proprio il 7 maggio di quel 1898 vi furono manifestazioni di protesta, e che anche queste si conclusero con la morte di  7 manifestanti, tra uomini e donne, testimoni, anche se inconsapevoli, di un processo di emancipazione  che arriva fino ai giorni nostri. I soldati del regio esercito, al comando del colonnello Cocito, spararono sulla folla radunatasi in piazza.

Ricordo le vittime di quel 7 settembre, tutte persone semplici che chiedevano di esercitare un diritto fondamentale, che è quello di potersi nutrire:

Gerardo Assi, imbianchino, 27 anni

Giacomo Castoldi, fornaio, 44 anni

Teresa Meroni, casalinga, 49 anni

Carlo Piatti, meccanico, 20 anni

Antonio Sala, garzone, 14 anni

Pasquale Vergani, cappellaio, 48 anni

Carlo Villa, cappellaio, 29 anni

Soltanto il 29 maggio del 1904, su iniziativa della Camera del Lavoro venne inaugurato un monumento alla memoria dei sette monzesi uccisi, presso il cimitero di S. Gregorio, un tempo situato nei pressi dell’attuale Via Guarenti,  dove resterà fino al 1932, quando il Podestà ordinerà la rimozione e la distruzione del monumento.

Forse si dovrebbe valutare l’opportunità di apporre una targa nel luogo di quel massacro, per ricordare i cittadini monzesi che hanno perso la vita in nome del diritto elementare alla sopravvivenza, che lo ricordo, ancora oggi è per moltissimi uomini, donne e bambini di questo pianeta un diritto che non può essere esercitato se non al prezzo della vita.

Monza, 7 maggio 2015