Intervento della Capogruppo L. Morasso su Oggetto 155 “ Programma integrato di intervento Ex Feltrificio Scotti in Viale Cesare Battisti, in variante al PGT”

Partirò dalla visita all’area dell’ex cappellificio Scotti sabato mattina, richiesta mi sembra dal consigliere Piffer, ma a cui non ha partecipato nessun consigliere dell’opposizione, eccezion fatta per il consigliere Monguzzi. L’ area, collocata in un contesto di grande pregio, giace nell’abbandono da anni e presenta edifici di valore storico testimoniale che richiederebbero  un intervento immediato.

Il fatto che possa finalmente essere risanata e restituita alla città mi sembra che sia un buon punto di partenza per affrontare la questione.

Innanzitutto il  PII di cui ci stiamo occupando interviene su un’area già segnalata nel Documento di Inquadramento dei Programmi Integrati di Intervento, che questo Consiglio ha approvato nel marzo del 2013, e che ha proprio l’obiettivo di intervenire sulle aree industriali dismesse, di cui la nostra città, per la sua storia,  è ricca e che oggi rappresentano sicuramente un valore aggiunto.

Il  progetto, come ha illustrato già l’assessore Colombo nella sua esauriente presentazione, rispetta in maniera rigorosa tutti i parametri edificatori che il Documento richiede,  e soddisfa le esigenze che la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Milano ha espresso, visti i vincoli  cui l’area è soggetta, anche dal punto di vista paesaggistico.  E non sono pochi, dato che ci troviamo  in un ‘area che affaccia sul Viale Cesare Battisti ed è a poche centinaia di metri dalla Villa Reale. Sappiamo quanti incontri ci sono stati, quante valutazioni e, come risultato, anche modifiche al progetto originale: piantumazione di alberi ad alto fusto per la creazione di una fascia verde lungo viale Battisti,  riduzione dell’ingombro in sottosuolo dell’autorimessa interrata per favorire le piantumazioni ad alto fusto,  eliminazione della rampa di accesso ai box in fregio al vialone, abbassamento delle altezze degli edifici. Inutile ripetere quanto è stato ampiamente illustrato in due commissioni, di cui una congiunta con la Commissione Cultura, una visita guidata all’area e una lunga esposizione del Progetto da parte di due Assessori e del Sindaco!

Due immobili di pregio, di valore storico artistico,  l’ex Casa delle Aste e la Villa Azzurra, verranno finalmente recuperate. Ma è significativa anche, nel quadro generale, la loro destinazione. Villa Azzurra verrà destinata a servizi, e potrebbe realizzarsi un’ipotesi che vorrebbe vederla sede di un museo privato; l’ex Casa delle Aste, ristrutturata a carico della proprietà per un valore di oltre 2 milioni di euro, sarà sede di una Scuola di musica di cui la città è  sprovvista, rimarrà in gestione alla proprietà, quindi ad un Fondazione senza scopo di lucro con finalità didattico-formativa, secondo modalità convenzionate con il Comune ma con una destinazione vincolante quindi di uso pubblico. E credo che in molti  saranno veramente contenti che venga realizzata una sede adeguata (e di pregio, non dimentichiamolo) per le attività musicali del nostro territorio (es. Licei musicali), richiesta da tempo e che non ha mai trovato risposte, il tutto senza in alcun modo gravare sul bilancio comunale ma attingendo esclusivamente a risorse private.

Un aspetto a mio avviso non è stato forse sufficientemente sottolineato, e cioè il fatto che la proprietà sia rappresentata non da un operatore privato, che deve fare business, ma da una Fondazione senza scopo di lucro, che viene incontro alle esigenze della parte pubblica, come ha già dimostrato  a suo tempo il Senatore De Ponti  che aveva richiesto per l’area una destinazione urbanistica di interesse pubblico legata alla formazione , alla didattica, alla cultura, che non ha trovato poi realizzazione non certo per colpa del senatore stesso ma per mancato reperimento dei finanziamenti necessari.

E a proposito di interesse pubblico. Ci sono molte cose di cui la cittadinanza e il quartiere si arricchiranno: la rigenerazione di un’area oggi completamente abbandonata e degradata che diverrà parte integrante del tessuto urbano, nuove funzioni miste pubbliche e private sia per l’abitare che per lavoro- formazione-cultura e tempo libero, un collegamento ciclo pedonale tra il  V.le C. Battisti e la via Scarlatti, una piazza con piccole attività commerciali, in un quartiere, seppur bello, che manca di luoghi di socialità e di aggregazione ; ampi spazi verdi e parcheggi; un auditorium da 400 posti; una sede per la scuola di musica.

E anche sotto il profilo edificatorio si ravvisa un netto miglioramento rispetto al PGT vigente e, naturalmente, anche alla proposta di variante della Giunta Mariani che su tale area prevedeva una massiccia edificazione residenziale.

Voglio ricordare alcuni dati significativi:

Per quanto riguarda il verde, si passa dal 20,06% dell’esistente al 44,42% previsto dal progetto;

La superficie pavimentata si riduce dal 27,78 % al 23,21%;

La superficie coperta addirittura dal 52,16 % al 33,37%.

Per quanto riguarda la destinazione d’uso:

A fronte di un 82,34% di area ex produttiva, di un 8% ex residenziale e di un 9,66% di ex terziaria,   il progetto propone un uso polifunzionale, come previsto nel Documento di inquadramento, con una distribuzione equilibrata tra residenziale  (62,75%) e terziario, commerciale, auditorium, servizi e scuola di musica.

Da ultimo le volumetrie, dove si passa da 52.552 mc a 46.462 mc e  di cui l’edificazione privata copre  28.080 mc.

Non credo che tali risultati, frutto di una contrattazione in cui l’Amministrazione aveva l’obiettivo di portare a casa il massimo dei risultati in favore della tutela degli interessi della città, sarebbero stati  conseguiti  con un ordinario operatore privato!

Ho voluto ricordare questi aspetti perché ci si è fatalmente concentrati soprattutto sull’Auditorium, trascurando di guardare il PII nella sua interezza, per l’importanza  che esso assume complessivamente nei confronti della valorizzazione di una parte importante della città.

Come dicevo all’inizio, siamo a poche centinaia di metri dal complesso della Villa Reale, il cui restauro ha avviato un processo che non può certamente dirsi terminato, molte cose restano da fare , il recupero ad esempio degli splendidi giardini, oggi in sofferenza.

La Villa è entrata prepotentemente nei circuiti turistici ed è l’elemento trainante della trasformazione in atto della nostra città. La sua bellezza sorprendente da sola però non può bastare a portare avanti il processo di crescita dell’attrattività della nostra città . L’offerta culturale legata alla Villa deve essere di qualità e rispondere a richieste di tipo diverso, che a mio avviso vanno oltre la visita alla Villa stessa o alle mostre che potranno esservi allestite.

È per questo che credo che la realizzazione di un Auditorium polifunzionale sia non soltanto la risposta ad una carenza indiscutibile della città in ambito musicale (di cui si è già ampiamente parlato e su cui non voglio tornare), ma vada anche a completare il processo virtuoso iniziato col restauro della Villa, offrendo la possibilità di concerti di tipologie diverse e di convegni e di conventions, in stretta connessione con la vita culturale della Villa Reale.

Un Auditorium per qualcuno non è una priorità? Non sono d’accordo, ovviamente, date le premesse.

E si vorrebbero utilizzare gli oneri per realizzare altre opere pubbliche? Io credo invece che un PII debba avere prioritariamente una ricaduta su quella parte di città  in cui viene realizzato. Un PII a mio avviso non deve rispondere ad un generico bisogno di opere pubbliche, deve rappresentare un’opportunità legata al quartiere e alle sue caratteristiche. Un Auditorium comunque, se vogliamo essere precisi,  era già previsto da questa Amministrazione nel Piano delle Opere Pubbliche,  e quindi non c’è niente di nuovo, di improvvisato. Certo è una scelta politica, come tante altre, di cui ci si assumerà la responsabilità.

Con riferimento poi alla questione parcheggi l’analisi sul fabbisogno pari a 160 posti auto ha individuato la disponibilità  di spazi di sosta residua in parte lungo le strade di prossimità, in parte con i nuovi parcheggi pubblici previsti dal PII in superficie oltre che con la disponibilità, concessa dalla proprietà, di 64 posti auto privati nell’interrato per tre anni dalla consegna dell’auditorium ultimato. Rimane quindi un impegno, di cui si deve far carico la pubblica amministrazione, di reperire in tempo utile (presumibilmente 5-6 anni) quella sessantina di posti auto che, secondo le anticipazioni dell’assessorato, potranno aver luogo lungo il previsto prolungamento di via Scarlatti in congiunzione a via Boito, ovvero con altre individuazioni all’intorno ritenute congrue ed idonee, di cui si farà carico il nuovo Piano dei Servizi.

Da ultimo non posso non rigettare l’ obiezione avanzata da un consigliere rispetto al Codice etico –Carta di Pisa affermando con convinzione che la mia appartenenza alla Lista Civica Città Persone, se a questo mai egli si riferisse, non presenta alcuna  fattispecie di conflitto di interessi  non sussistendo alcun interesse o profitto personale in relazione alla trattazione di tale oggetto.

Monza, 11 Giugno 2015