Intervento della Capogruppo L. Morasso sull’ oggetto160 “ Adozione programma Integrato di intervento in V.le Ugo Foscolo – Via Giovanni Pascoli – Via Silvio Pellico in variante al PGT “

Un Programma integrato che presenta punti di debolezza e punti di forza.

La prima proposta che venne presentata in commissione era molto carente, sotto vari punti di vista, ma da quella prima bozza di progetto passi avanti, migliorativi, anche grazie a passaggi in Giunta e alle sollecitazioni della  Commissione Paesaggio,  se ne sono fatti, per arrivare al progetto definitivo che votiamo stasera. E tuttavia qualcosa di più forse per la città si poteva  ottenere.

Dico questo partendo da alcune considerazioni.

Come sappiamo il PII non è compreso tra le aree prioritarie del Documento di Inquadramento che il CC ha votato nel marzo 2013.  Ma come abbiamo più volte ripetuto questo non è un problema perché il Documento prevede la possibilità di prendere in considerazione anche altre aree, purché abbiano analoghe caratteristiche a quelle richieste , fondamentalmente di essere aree dismesse già urbanizzate  da recuperare al tessuto urbano, e questo è senza dubbio il caso.

L’area viene così assoggettata alle regole previste per tutti gli altri PII.

Sappiamo che una delle condizioni necessarie è il rispetto della polifunzionalità che il Documento prevede nella misura di 80/20 % da suddividersi tra edilizia residenziale  e commerciale e servizi. Il PII Foscolo questo rapporto lo realizza nella  proporzione di 95/5 % a favore naturalmente dell’edilizia residenziale privata.

L’Assessore Colombo ha motivato  questa scelta sia sotto il profilo economico (non ci sarebbe richiesta di esercizi commerciali e di terziario,  per di più in presenza di supermercati in loco) che per quanto riguarda la viabilità del quartiere, già critica, specie in prossimità della rotonda, e che la presenza di attività commerciali appesantirebbe ulteriormente. Che si condivida o meno questa lettura, resta il fatto che l’operatore viene favorito ulteriormente, considerando  che il PGT prevedeva su quest’area solo un 60% di edilizia privata e una percentuale di edilizia economico popolare e/o convenzionata, anche con presenza di alloggi in affitto.

Sappiamo bene che la realizzazione di un Programma  Integrato di Intervento non è cosa semplice, si tratta di una trattativa col privato, che certamente, specie in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo,  va incentivato ad investire, ma le varianti al PGT con i PII, devono essere dettate da interesse pubblico  prevalente.

Riteniamo che almeno un 10% di edilizia convenzionata , avrebbe potuto rappresentare una proposta equa, non particolarmente onerosa per l’operatore  visto che, come mi ricordava l’Assessore, ci sarebbe stata relativamente a questa edilizia,  una riduzione degli oneri di urbanizzazione del 50%, ma significativa per la città. L’edilizia convenzionata poteva anche intervenire per migliorare la polifunzionalità del tutto, ricordando il dettato normativo sui PII..

Avremmo voluto, Assessore, un po’ più di coraggio e di determinazione, perché, fatto salvo quanto ho affermato precedentemente, sulle indubbie difficoltà a condurre  trattative come queste,  le regole comunque si fanno in due.

Per quanto riguarda poi  la qualità del plani volumetrico,  speriamo migliori ancora in sede esecutiva.

Insomma, qualche  rammarico, per non aver potuto o saputo portare a casa un risultato ancor più soddisfacente per la Città.

Perché ovviamente questo PII  risultati a casa  ne porta, punti di forza ne ha.

Il primo, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, la riqualificazione di un’area dismessa, che viene tolta dal degrado e dall’abbandono, e viene restituita al contesto urbano e alla possibile fruizione da parte dei cittadini. Lei ricordava Assessore come anche il verde privato, sia comunque un valore aggiunto per chi vive in un quartiere, e io sono d’accordo con lei.

Il verde, il verde pubblico,  è il secondo punto di forza di questo PII, una fascia di verde pubblico sulla via Pascoli che andrà a tutto beneficio anche dei nostri ragazzi e della scuola che li ospiterà, qualunque essa sia.

Il PII naturalmente rispetta il regime di standard definito nel Documento di Inquadramento. Mi permetto però  di far osservare che nulla più del dovuto è previsto: lo standard qualitativo del Teatrino di Cederna (costo previsto 692.132 €)  viene realizzato a scomputo della monetizzazione delle aree non cedute, null’altro, e ciò non appare del tutto soddisfacente.

Comunque sia,  riteniamo  che il  recupero del Teatrino di Cederna, che possiamo senz’altro definire come opera di rilevanza pubblica per il suo valore culturale e sociale, sia il terzo punto di forza di questo PII.  Siamo in un’area adiacente, su cui sono previsti altri interventi di recupero: restituire al quartiere, ma anche a tutta la città, il Teatrino da 100 posti, un piccolo gioiello, è un valore aggiunto, sia sotto il profilo culturale che per la sua capacità di aggregazione del tessuto sociale. Inoltre le sue dimensioni  sono perfette per tutte le rappresentazioni delle compagnie amatoriali, ma  credo che il Teatrino potrà rappresentare anche  un’occasione per le scuole di tutta la città, sempre alla ricerca di spazi per le attività artistiche  extra curriculari.

 

In conclusione: tre elementi  significativi, il recupero di un’area dismessa, l’incremento di spazi verdi pubblici fruibili, il recupero del Teatrino di Cederna ci portano a dare complessivamente una valutazione positiva di questo intervento, sul quale la lista civica Città Persone esprimerà un voto favorevole.

Da ultimo. L’o.d.g. che presentiamo come coalizione di maggioranza e che riguarda l’impiego degli oneri di urbanizzazione per il recupero del patrimonio ERP comunale inagibile, rappresenta per parte nostra una sollecitazione alla Giunta tutta e all’Assessore Colombo a non perdere mai di vista il tema degli alloggi per le fasce deboli della popolazione o per le coppie giovani che progettano la loro vita insieme, pur tra mille incertezze, e a cui i PII possono contribuire a dare risposte.

Riguardando in questi giorni il Documento di Inquadramento, notavo come, nella parte finale, si faccia riferimento a criteri di equità e di flessibilità. Certo, ogni PII va contestualizzato  perché le aree che si vanno ad esaminare sono diverse tra loro per collocazione, dimensioni, caratteristiche del contesto urbano in cui sono collocate, non mi  dilungo….; quello che mi sembra di poter dire però è che è necessaria una progettualità che tenga conto della visione di insieme e delle necessità che il territorio esprime. Se l’edilizia convenzionata, ad esempio, non può essere l’obiettivo di questo PII, e ce ne dispiace, confidiamo che si possano individuare altri contesti in cui  questo obiettivo possa essere felicemente perseguito.

Monza, 9 luglio 2015