Intervento della Capogruppo L. Morasso su oggetto 184 “Riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio per i lavori effettuati dalla Ditta Edilrocca”

E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione anomala, che tutti auspichiamo non debba più ripetersi. In realtà si è parlato di “prassi inveterate”. L’aggettivo “inveterato” sul dizionario indica ciò che dura da molto tempo, legato alla consuetudine, all’abitudine e che difficilmente si può eliminare o correggere. Noi non  possiamo invece  che confidare nella volontà dichiarata dall’Amministrazione,  che  queste prassi vengano corrette una volta per tutte,  volontà  supportata dalle azioni messe in atto, sia per quanto riguarda le procedure che il sistema di controllo.

Riteniamo che in generale i lavori svolti debbano comunque essere liquidati , a fronte ovviamente di una serie di condizioni.

Senza dilungarmi troppo su quanto già ripetuto più volte, nel caso in questione  ci sembra che:

  • C’ è stata una lunga istruttoria, dal momento che parliamo di opere svolte nel 2013/14, con la conseguente possibilità, non solo dell’Amministrazione di fare tutti i dovuti controlli, ma anche della Ditta Edilrocca di presentare tutta la documentazione prevista in questi casi e puntualmente Documentazione che, come sappiamo,  è pervenuta in maniera incompleta.
  • Il riconoscimento del debito riguarda le opere che rappresentano un arricchimento dell’Ente e il debito rientra nelle condizioni previste dall’art. 194 comma 1 lett e) del DLgs 267 del 2000. Ricordo che, come è già stato sottolineato dal dott. Spoto,  l’arricchimento patrimoniale documentato non coincide con il costo dell’opera.
  • Perché andiamo a liquidare solo quanto descritto nei punti 3 e 4. Si è trattato di una scelta, quella di voler prendere in considerazione tutte le richieste della Ditta, per una questione credo di trasparenza e di completezza sull’intero procedimento. Per le opere realizzate, di cui ai punti 1 e 2 , non è stata presentata la documentazione richiesta, vale a dire il computo metrico dettagliato “ a misura” delle opere realizzate. Come è chiarito nelle premesse, questo non ha ovviamente permesso di risalire ai costi sostenuti, ai listini applicati e quindi valutarne la congruità.
  • Per quanto riguarda infine la liquidazione per un importo notevolmente più basso di quello richiesto, non possiamo che prendere atto delle valutazioni degli Uffici che, ritenendo ingiustificato il computo metrico presentato, lo hanno ricalcolato basandosi sul listino prezzi del Comune di Milano, abitualmente utilizzato.

Per tutte queste considerazioni, Città Persone voterà favorevolmente.

Monza, 1 febbraio 2016